Decisamente in sottotono rispetto alle iniziali intenzioni, la moneta di Facebook si appresta a fare il suo debutto all’inizio del prossimo anno. E chi per primo aveva abbandonato il progetto si appresta a saltare sul carro del vincitore
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La data esatta di debutto dipenderà dall’approvazione della Swiss Financial Market Supervisory Authority per operare nei servizi di pagamento
Nonostante i malumori delle istituzioni finanziarie, Menlo Park non ha desistito dal progetto. E con un’accorta politica di rebranding pare aver superato tutti gli ostacoli
Dopo il burrascoso inizio nel mondo delle criptovalute, Facebook ci riprova, e stavolta pare che sia la volta buona. La società di Mark Zuckerberg starebbe per lanciare, a inizio 2021, la sua criptovaluta Libra. Lo riferiscono fonti anonime al FT. La data esatta di debutto dipenderà dall’approvazione della Swiss Financial Market Supervisory Authority per operare nei servizi di pagamento. I primi paesi in cui la nuova forma di pagamento sarà disponibile saranno gli Usa e alcuni stati dell’America Latina.
La versione di Libra che si appresta a prendere finalmente forma sarà ancorata al dollaro, nella misura di uno a uno. Una scala decisamente ridotta rispetto ai desiderata iniziali di Menlo Park. Al principio infatti il social network voleva lanciare una mega valuta digitale collegata a un mix di divise globali. Allora (era il giugno 2019) i regolatori di tutto il mondo – banche centrali in testa – si allarmarono per lo strapotere della F bianca e blu. E per la monetina social iniziò il calvario. Accuse di destabilizzazione del sistema monetario internazionale e di riciclaggio di denaro sembrarono arenarne il cammino. I co-fondatori (PayPal, Mastercard, eBay e Vodafone in testa), uno dopo l’altro cominciarono ad abbandonare il progetto. Fra i membri della Libra Association compaiono anche Uber e Spotity.
Ora però, grazie a un’attenta operazione di rebranding, le cose sembrano cambiate. Le ridotte ambizioni di Facebook rendono Libra più rassicurante agli occhi delle istituzioni finanziarie. A capo del progetto adesso c’è una figura come quella di Stuart Levey, capo del dipartimento legale di Hsbc ed ex sottosegretario per la lotta al terrorismo di George W. Bush. Il rinnovamento riguarda anche Calibra, la società che ha in carico i wallet per la criptomoneta: oggi si chiama Novi.
Facebook apparentemente ha abbassato la cresta, accettando tutte le istanze delle autorità finanziarie e assumendo una veste rassicurante. Ma non ha desistito. Intanto, società come Paypal (che per prima si era defilata dal progetto) fanno sapere che «ormai non si può prescindere dalle valute digitali». Un modo per prepararsi a salire sul carro del vincitore?
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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione
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