Paperoni in protesta: più tasse ed equità

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In settimana diversi miliardari americani  sono scesi in piazza, protestando davanti alle case di New York e Washington di Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo. Il motivo? Amazon e la sua elusione fiscale

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Il gruppo di miliardari pro tasse ha cercato di spiegare che la proposta di Biden andrebbe a ricadere solo su chi guadagna più di 400.000 dollari l’anno

Ma non solo perché nel piano è previso anche l’aumento della corporate tax dal 21 al 28%

I miliardari americani pro aumento delle tasse sono scesi in piazza, protestando davanti alle case di New York e Washington di Jeff Bezos, il fondatore di Amazon e l’uomo più ricco del mondo. La protesta è stata organizzata dal “Patriotic Millionaires” una coalizione di paperoni che spingono per cambiare le politiche fiscali, appoggiando il progetto di Biden di aumentare la tassazione per i ceti più alti della società. La manifestazione contro Bezos e la sua Amazon è avvenuta nel tax day, il giorno in cui gli americani presentano le loro dichiarazioni dei redditi.
Il gruppo di miliardari pro tasse ha dunque cercato di spiegare che la proposta di Biden andrebbe a ricadere solo su chi guadagna più di 400.000 dollari l’anno. Ma non solo perché nel piano è previsto anche l’aumento della corporate tax dal 21 al 28%. Questi serviranno sia per finanziare il progetto di nuovo infrastrutture e un piano per le famiglie americane meno abbienti. I membri del “Patriotic Millionaires” guadagnano più di un milioni di dollari o posseggono un patrimonio che vale più di cinque milioni di dollari: “stiamo finendo con poche persone ricche e molte persone povere e questo non funziona. Non è un modo per gestire una società sostenibile”,ha detto al Guardian Morris Pearl, presidente del consiglio di amministrazione di “Patriotic Millionaires” ed ex dirigente di BlackRock.

Ma come mai la manifestazione di protesta sotto le case di Bezos, miliardario che ha sempre appoggiato un aumento delle tasse? Il motivo è Amazon. La società è da anni nel mirino di organizzazioni  e associazioni che mostrano come il colosso del Web continui ad eludere le tasse grazie a sofisticati strumenti fiscali. Secondo i calcoli dell’Institute on taxationa and economic policy, Amazon avrebbe pagato nel 2020 un’aliquota del 9,4% (meno della metà di quella base pari al 21%). Questo è stato possibile perché all’interno dell’Ue diversi paesi sono dei veri e propri paradisi fiscali che grazie ai loro regimi fiscali compiacenti hanno attratto multinazionali (tipicamente americane) sul loro suolo. Pensiamo al Regno Unito che ha una corporate tax del 19% e l’Irlanda del 12,5%. Aliquote che poi grazie a diversi stratagemmi riescono a scendere ulteriormente. Tutto ciò ha incentivato le varie società a spostarsi in questi Paesi, eludendo il fisco nazionale. Biden vorrebbe dunque riuscire a far pagare più tasse sia ai paperoni che alle multinazionali Usa, cercando di mettere un freno all’elusione domestica. “Ha molto più senso richiedere alle persone che hanno chiaramente beneficiato di più del nostro sistema di reinvestire un’enorme percentuale della loro ricchezza in eccesso in quel sistema”, spiega in una dichiarazione Erica Payne, presidente di Patriotic Millionaires.


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di Giorgia Pacione Di Bello

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