Il defunto magnate coreano, esempio di self made man (era un pescivendolo), aveva una collezione di opere d’arte (23.000 pezzi) da più parti definita “leggendaria”. Ora visibile al pubblico grazie alla donazione degli eredi
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Si chiamava Lee Kun-hee, ed era il fondatore della Samsung così come la conosciamo in Occidente: un gruppo all’avanguardia nel tech. Ma in origine la “chaebol”, ovvero la conglomerata della Corea del Sud non era che una bottega per il commercio di pesce. Fu Lee Kun-hee, subentrato al padre, a costruire il colosso che vale il 20% del pil coreano, attivo anche nell’edilizia e nelle assicurazioni. Alla morte del magante lo scorso ottobre 2020, i suoi eredi hanno deciso di donare la sua immensa collezione (23.000 pezzi) a due musei nazionali.
Il Museo nazionale di Corea ha messo in mostra 77 pezzi (dei 21.600 donati dagli eredi) di arte antica della collezione: dipinti, porcellane, statue bronzee, mobilia in legno fin dalla preistoria. Il pezzo più importante fra quelli esposti è un paesaggio del 1751 (periodo Joseon), Clearing after Rain on Mount Inwang, di Jeong Seo. Dal canto suo, il Museo nazionale di arte moderna e contemporanea (MMCA) sta esponendo invece 58 opere (dalle 1488 donate) fra dipinti e sculture, in larga parte di arte moderna. Le mostre dureranno due mesi e stanno già registrando il tutto esaurito, soprattutto per la parte più antica della collezione.
Jeong Seon, Clearing after Rain on Mount Inwang (1751)
Prima della donazione, i media avevano speculato circa una possibile vendita della collezione a collezionisti internazionali per pagare una tassa di successione equivalente a 11 miliardi di dollari. Alla fine però, vedova e figli dell’ex patron di Samsung hanno deciso di mantenere le opere d’arte nel paese e di donarle ai musei pubblici coreani. Una mossa indovinata per la sopravvivenza unitaria della raccolta: il ministro della cultura ha infatti annunciato che verrà dedicato un intero museo alla memoria di Lee Kun-hee.
Kim Whanki, Women and Jars
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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione
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