Quando il whisky scozzese entra nel fondo pensione

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Negli ultimi secoli, solo alcuni addetti ai lavori e pochi altri hanno potuto percepire i frutti degli investimenti in Scotch. Oggi, realtà vicine al wealth management si occupano di aprire questo mercato agli investitori privati, forti della sempre maggiore attrattività del whisky come asset, anche per il fondo pensionistico

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Sono centinaia di anni che il whisky, maturando nelle sue botti di rovere, genera rendimenti e piacere al sorso. «Storicamente, solo in pochi hanno potuto beneficiare di questi guadagni», afferma William Fielding, Coo di Whisky & Wealth Club, società di solida esperienza sia nel mondo delle bevande che degli investimenti. «I rendimenti medi di un investimento in botte si aggirano intorno al 12%», prosegue Fielding, anche se i ritorni passati non sono garanzia di quelli futuri. Secondo l’ultimo monitor dei pleasure asset di Knight Frank, il rendimento è del 5% a 12 mesi e del 564% a dieci anni (120 mesi): proiezioni rivelatrici del crescente interesse nei confronti di questo asset.
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Un investimento che premia la pazienza, con moderazione: «Chi riuscisse a mantenere le sue botti al di là della media di 3-5 anni, mettiamo 8-10 anni, riuscirebbe a ottenere un rendimento molto maggiore». Per essere definito tale, il whisky deve maturare almeno tre anni. Col passare degli anni, l’asprezza dell’alcool svanisce, per lasciare spazio al corpo degli aromi. La maturazione si blocca con l’imbottigliamento. Tanto più che, prosegue Fielding, «la botte di whisky è sempre più approvata come integrazione nei piani pensionistici individuali». Il servizio Whisky & Wealth propone agli investitori solo Scotch d’alta gamma, con l’acquisizione di botti premium, conservate in magazzini blindati e assicurati. In Scozia esistono 128 distillerie; le etichette sono molte di più. La terra di Braveheart è il paese con la maggiore concentrazione di distillerie al mondo.
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Il whisky rappresenta il 70% (4,7 miliardi di pound nel 2018) di esportazioni food & beverage della Scozia e oltre un quinto di tutto l’export di cibo e bevande del Regno Unito. Per avere un’idea delle dimensioni del mercato, basti sapere che ogni secondo 41 bottiglie di Scotch sono spedite verso 175 paesi del mondo.
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Il vantaggio di investire nel mercato del whisky Scotch, fanno sapere dalla società, consiste anche nel fatto che il mercato scozzese è ricco di dati sulle passate performance. Aspetto questo che lo differenzia dal whiskey irlandese, il cui commercio presenta storicamente lunghi periodi di inattività per motivi politici. Qualità e quantità dei dati, unitamente ai tempi non speculativi, rendono dunque questo asset ideale per i fondi pensione. Ma quali sono le migliori strategie da adottare per investire nel liquido d’oro? Qual è il momento migliore per la rivendita? Di questo parleremo nella prossima puntata.

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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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