L’educazione finanziaria? Si fa nei territori

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Gli italiani hanno sui conti correnti circa 1800 miliardi di euro, più o meno quanto il Pil. Una scelta che crea perdita di valore, per via dell’inflazione che erode il potere di acquisto di risparmi dormienti. Ecco come la formazione nel campo degli investimenti può cambiare le cose, secondo il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea

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Gli italiani, si sa, sono un popolo di risparmiatori (oltre che di Santi e navigatori). Con la pandemia lo sono diventati ancora di più e la liquidità sui conti correnti ha raggiunto lo scorso agosto, secondo Abi, la cifra monstre di 1799,9 miliardi, che è praticamente pari al Pil e segna un aumento del 7,7%. Detto in altri termini il crollo della fiducia generato dal Covid ha portato gli italiani ad accantonare altri 128 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi.
Ma l’attitudine ad accantonare e tenere questa liquidità ferma è antica. E quello che purtroppo viene trascurato è che il risparmio dormiente sui conti correnti non è al sicuro, ma è soggetto a diversi rischi. “Quello inflattivo innanzitutto che incide sul potere di acquisto di tutti, di chi investe ma anche di chi non investe – afferma Alessio Guerriero Responsabile Prodotti della Divisione Private & Wealth Management di Iccrea Banca – E poi c’è il bias dello status quo. L’errore cognitivo che ci porta a preferire la situazione attuale e a considerare qualsiasi cambiamento come una perdita. Mentre nel caso in oggetto è la scelta di conservare i risparmi sui conti correnti senza investirli a generare la perdita di potenziali guadagni che deriverebbero da una corretta pianificazione finanziaria. E, infine, se mancano gli investimenti si riducono le opportunità di crescita economica per i singoli e per la collettività. Gli investimenti, infatti, non sono solo pura finanza, ma economia reale, servizi, prodotti, beni tangibili”. Tutto questo spesso sfugge alla percezione del risparmiatore italiano, che non brilla per competenze finanziarie. Gli studi a dimostrarlo sono diversi, come l’indagine di Banca d’Italia del 2020 sull’alfabetizzazione finanziaria degli italiani, secondo cui circa uno su due non comprende i concetti di diversificazione del rischio o potere di acquisto. Non è possibile attendere oltre: l’educazione finanziaria è indispensabile non solo per la gestione delle proprie finanze ma per affrontare i cambiamenti in atto. “Si parla ormai di inserire l’educazione finanziaria in tutte le scuole, all’interno del programma di educazione civica – continua Alessio Guerriero – ma anche le Banche di Credito Cooperativo, grazie alla presenza capillare sul territorio, sono da anni presenti all’interno della scuola per diffondere l’educazione finanziaria”. Il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea in particolare, all’interno del mese dell’educazione finanziaria promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (quellocheconta.gov.it), ha ideato “Ottobre in BCC”, una campagna pensata per informare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza di acquisire le competenze necessarie per fare scelte consapevoli e costruire una corretta pianificazione finanziaria. “Tramite il sito della campagna ottobreinbcc.gruppoiccrea.it gli utenti possono seguire un percorso info formativo che si snoda attraverso i quattro ambiti di bisogno: Risparmio, Protezione, Previdenza e Investimenti. Nelle quattro settimane di campagna, si succederanno approfondimenti sui singoli ambiti con Guide essenziali e video tutorial con la presenza di relatori qualificati che forniranno suggerimenti utili per approcciare le soluzioni per risparmiare, proteggere sé stessi, i propri cari e il proprio patrimonio, pensare oggi a come integrare in futuro la pensione pubblica e diversificare gli investimenti in modo corretto e sostenibile nel tempo grazie all’erogazione di un servizio di consulenza personalizzato”, sostiene Luca Gasparini, Chief Business Officer Iccrea Banca. In questo percorso è importante evidenziare l’importanza di una consulenza professionale efficace per rispondere in modo puntuale ai bisogni di chi investe.

(Articolo pubblicato sul numero di ottobre del Magazine We Wealth)


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di Laura Magna

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Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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