Powell: il bitcoin? Una riserva di valore instabile

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Intervenendo a una conferenza della Bri, il governatore della Banca centrale Usa ha ammonito sui rischi del bitcoin. Una valuta «non supportata da niente» e che «non è un sostituto del dollaro» né tantomeno una riserva di valore

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Nel corso dell’evento Bis Innovation, della Banca dei Regolamenti Internazionali, il presidente della Fed ha detto di voler evitare che una divisa digitale provochi instabilità

Il governatore precisa che non adotterà il dollaro digitale senza l’appoggio del Congresso e dell’opinione pubblica, visto che al riguardo è necessaria «la massima trasparenza». Si tratta di una decisione che necessita di appoggio politico, perché «gli asset cripto sono molto volatili e speculativi»

La Fed sta lavorando da qualche anno con il Mit di Boston a un proprio sistema dei pagamenti più agile e veloce. Il risultato di questo lavoro dovrebbe emergere nel giro del prossimo biennio

Mentre tutto il mondo è in preda alla frenesia digitale, Jerome Powell sceglie di andare con calma e di non accelerare sull’adozione del dollaro digitale. Nel corso dell’evento Bis Innovation, della Banca dei Regolamenti Internazionali, il presidente della Fed ha detto di voler evitare che una divisa digitale provochi instabilità.
Il governatore, in audizione a New York, precisa che non adotterà il dollaro digitale senza l’appoggio del Congresso e dell’opinione pubblica, visto che al riguardo è necessaria «la massima trasparenza». Si tratta di una decisione che necessita di appoggio politico, perché «gli asset cripto sono molto volatili e speculativi». Powell sottolinea che finora le criptovalute non sono state una buona riserva di valore. La sua volatilità non lo rende pari a una moneta, non è ancorato a nessuna reale riserva di valore. Più che una valuta, Powell lo considera un sostituto dell’oro. «Sono più che altro un asset per la speculazione, non esattamente utili come mezzo di pagamento», ha ribadito Powell.

Il discorso del numero uno della Federal Reserve arriva in una giornata di calo per il bitcoin (tuttavia ancora in quota 57.000 dollari). Il prezzo della valuta digitale si è impennato nel corso degli ultimi sette mesi, sulla scorta di un’intensificazione delle attività di trading e di una crescente accettazione del mezzo da parte dell’industria finanziaria.

Le parole di Powell non devono però trarre in inganno: la Fed sta lavorando da qualche anno a un proprio sistema dei pagamenti più agile e veloce. Il risultato di questo lavoro dovrebbe emergere nel giro del prossimo biennio. Dallo scorso anno la Fed di Boston collabora con il MIT (Massachussets Institute of Technology) in uno studio pluriennale per sviluppare una valuta digitale emessa dalla banca centrale. Ma senza nessuna fretta circa la sua implementazione: Jerome Powell intende muoversi in un contesto normativo completo, prima di “battere” la nuova moneta. Il governatore durante il suo intervento ha anche dichiarato che la crisi covid-19 ha enfatizzato l’importanza dello sviluppo di un sistema dei pagamenti migliore per far circolare più velocemente il denaro laddove ce ne sia bisogno. La crisi ha «evidenziato, fra le altre cose, il disparato impatto di molte cose sulle comunità a reddito basso e medio basso».


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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