Remote working e agevolazioni: sempre più Hnwi investono in Italia

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Dal 2017 al 2020, gli Hnwi che hanno scelto di fissare la loro residenza in Italia sono quadruplicati e questo trend non si è fermato neppure in occasione della pandemia. Cosa cercano e dove investono?

I valori degli immobili di pregio nelle cosiddette top location non sono diminuiti

Le città d’arte – come Milano, Roma, Firenze e Venezia – sono di gran lunga le mete su cui si focalizzata maggiormente l’attenzione degli Hnwi stranieri

Altrettanto ricercate sono le grandi tenute di campagna, specialmente quelle del Chianti in Toscana, o dei laghi nel Nord ovest

Nell’ambito del real estate, l’investimento (in senso lato) viene effettuato principalmente per ragioni d’uso e godimento personale e famigliare. Anche se, certamente, motivi di natura fiscale, uniti al fatto di poter godere di un’ottima posizione e di poter lavorare da remoto, portano un numero sempre crescente di Hnwi a investire nel mercato immobiliare italiano.
È possibile tracciare un identikit degli investitori e fare un confronto rispetto al passato? We Wealth ne ha parlato con Giulia Cipollini, head of tax and wealth planning, e Mattia Biasi, senior associate corporate e real estate di Withers Studio Legale.
“In linea di massima possiamo dire che gli Hnwi che scelgono l’Italia sono generalmente dei soggetti con patrimoni importanti, che guardano al nostro Paese come stile di vita e per nuove possibilità di investimento e che possono combinare tali prospettive anche con un regime fiscale di favore in virtù del regime di tassazione cosiddetto resident non domiciled, che è stato introdotto nel 2017”, ha dichiarato Biasi, che ha spiegato che anche in forza di tale regime si è assistito a un costante aumento di soggetti stranieri che decidono di trasferire la loro residenza in Italia. “Dal 2017 al 2020, infatti, il numero degli individui che ha scelto di fissare la residenza in Italia è più che quadruplicato e non si è fermato tale flusso neppure in occasione della pandemia”, ha precisato l’esperto.

Alcuni fattori hanno inciso particolarmente sull’incremento di Hnwi stranieri che trasferiscono la loro residenza in Italia.

“Il primo è sicuramente legato a una legislazione fiscale di favore finalmente adottata dall’Italia, in competizione con altri Paesi vicini a noi (come Spagna, Portogallo, Grecia, Svizzera, Malta, Cipro), che in Italia trova un fattore competitivo importante nella possibilità di ottenere un ruling preventivo con l’Agenzia delle Entrate, confermando l’accesso al regime speciale – ha spiegato Cipollini – Il secondo fattore è legato alla crescente disponibilità di opportunità di investimento che si trovano nel nostro Paese, che ha visto molti stranieri, non europei, interessati al cosiddetto “visto investitori”, che consente di coniugare il menzionato regime fiscale di favore con la possibilità di acquisire facilmente un visto per risiedere in Italia tramite un investimento in una società italiana, in una startup italiana, oppure tramite una donazione a una charity in Italia o la sottoscrizione di government bond italiani per determinati importi minimi”.

C’è poi un terzo elemento, legato al periodo che stiamo vivendo. “Un ulteriore fattore, non meno importante, è rappresentato dalla nuova flessibilità lavorativa introdotta durante la pandemia. Diversi clienti hanno, infatti, scelto proprio il nostro paese per il cosiddetto remote working”, ha aggiunto Biasi.

Ovviamente, nel mirino di questa tipologia di investitori finiscono soltanto immobili che possiedono elevate caratteristiche qualitative. Gli Hnwi che intendono trasferirsi nel nostro Paese cercano, infatti, solitamente immobili ampi e di pregio, le cui caratteristiche possono variare a seconda della città / zona prescelta. Non è poi da sottovalutare anche il fattore storico-culturale che suscita un grande interesse nei confronti dei soggetti detentori di grandi patrimoni. “Di conseguenza, le città d’arte come Milano, Roma, Firenze e Venezia sono di gran lunga le mete su cui si focalizza maggiormente l’attenzione, ma sono altrettanto ricercate le grandi tenute di campagna, specialmente quelle del Chianti in Toscana, o dei laghi nel Nord ovest”, ha illustrato Biasi, che interpellato sui prezzi ha risposto: “Immobili di questo genere hanno un valore variabile, che dipende da una serie di fattori, con prezzi che oscillano in media tra i 2 e i 10 milioni di euro, salvo alcuni cosiddetti trophy asset che hanno un valore di mercato anche di 15 – 20 milioni”.

Dello stesso avviso, Cipollini, che ha concluso dicendo: “La pandemia ha dimostrato che i valori degli immobili di pregio nelle cosiddette top location non sono diminuiti. Dal nostro punto di vista, il prezzo richiesto post pandemia dai venditori (i quali, per la maggior parte, sono famiglie italiane che continuano a detenere patrimoni immobiliari come asset class) non è mutato”.

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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