Aste: crollano le operazioni e il valore degli immobili

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Un totale di 93mila aste immobiliari con un valore economico di 12 miliardi. Questo il bilancio, in calo, del settore nei primi sei mesi del 2021. Ma il mercato delle aste pesa circa il 10% rispetto al mercato libero e ha un enorme margine di crescita. Quali le difficoltà?

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I dati di Reviva evidenziano un settore con numeri in calo rispetto al 2019, ma le attese sono positive

Spostare il 2% degli acquirenti all’asta significherebbe aumentare del 20% le aggiudicazioni di immobili in asta

Dalla ricerca di HomesToPeople emerge che per 7 potenziali acquirenti di immobili su 10, le difficoltà maggiori risiedono nel reperimento della documentazione e nel conoscere il reale valore di mercato

Mercato delle aste in altalena negli ultimi due anni. Nel primo semestre 2021, infatti, in tutta Italia si sono registrate 93 mila aste immobiliari: una cifra in crescita rispetto alle circa 48.500 dello scorso anno (periodo, però, che era stato colpito in pieno dalla pandemia da covid-19, con stop delle varie procedure), ma in calo rispetto ai dati dello stesso semestre del 2019, che evidenziavano 131 mila aste.
A metterlo in luce è uno studio di Reviva, startup specializzata nella vivacizzazione delle aste immobiliari, dal quale emerge poi anche che questo calo del 28,9% si unisce a un secondo dato molto importante: la diminuzione del valore economico (inteso come la somma dell’offerta minima del valore per partecipare all’asta) che si attesta a 12 miliardi registrati nel 2021 contro i 16,3 del 2019, a conferma che non solo sono diminuite le aste immobiliari, ma che è crollato anche il valore degli immobili coinvolti.
Nell’evento Auction & distressed Re, organizzato da Reviva, al quale hanno partecipato diversi operatori del settore è emersa, forte, una voce comune: il piano della ripresa del Paese deve coinvolgere anche il mondo delle aste immobiliari perché sbloccare le aste significa sbloccare l’economia del Paese. Al momento, 385 miliardi di crediti deteriorati lordi in Italia presuppongono, infatti, che dietro a ogni singolo credito ci siano uno o più debitori, garanti, così come creditori ecc. “La velocità della gestione di questa massa denota, quindi, la possibilità di sbloccare queste persone e recuperare del denaro che può così essere nuovamente usato per erogare finanziamenti e sbloccare così l’economia del Paese”, hanno spiegato gli esperti di Reviva, che sono positivi sul settore e prevedono, da settembre, un incremento fisiologico delle aste, dovuto principalmente al venir meno della sospensione delle aste aventi a oggetto la prima casa del debitore che è in vigore da oltre un anno.

“La sfida ora sarà quella di sostenere le vendite e i prezzi, perché aumenterà notevolmente l’offerta di immobili in asta, mentre la domanda è calata a causa della crisi economica”, ha commentato il co-founder della società, Giulio Licenza, aggiungendo che il mercato delle aste ha un enorme margine di crescita, in quanto pesa circa il 10% rispetto al mercato libero. “Quindi spostare anche il 2% degli acquirenti all’asta significherebbe aumentare del 20% le aggiudicazioni di immobili in asta”, ha dichiarato.

Ma quali sono le difficoltà più grandi per chi acquista casa? La risposta arriva da una ricerca realizzata da HomesToPeople in collaborazione con il Politecnico di Milano e Italian PropTech Network, dalla quale emerge che per 7 potenziali acquirenti di immobili su 10, le difficoltà maggiori risiedono nel reperimento della documentazione e nel conoscere il reale valore di mercato. Grazie agli strumenti digitali, infatti, in Italia, la ricerca di una casa non si è fermata; il 74% dei potenziali acquirenti ritiene che sia semplice contattare l’agenzia e l’80% organizzare una visita, ma per più del 60% degli stessi è ancora difficile avere una stima dei costi accessori (come tasse e commissioni) e ricorrenti (come Imu e Tasi).


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di Stefania Pescarmona

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Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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