Ivass: assicurazioni sempre più digitali

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L’innovazione sta entrando sempre più anche nel mondo assicurativo. Bisogna però dare regole precise e tutelare i dati dei clienti

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La pandemia ha accelerato diversi trend digitali. E anche il mondo assicurativo ne è stato colpito

Il progressivo uso di piattaforme tecnologiche richiede una certezza legale e regole comuni di accesso, governo e condotta

L’innovazione sempre più protagonista anche nel mondo delle assicurazioni. La pandemia ha accelerato diversi trend digitali. E anche il mondo insurance ne è stato colpito. Per il settore assicurativo l’innovazione tecnologica rende disponibile un numero crescente di informazioni e i dati sui comportamenti degli assicurati raccolti dalle black-box delle auto e dai device personali o domestici  che forniscono “informazioni di dettaglio, costantemente aggiornate, che consentono di creare prodotti su misura, più coerenti con le esigenze dei cliente e con un’adeguata valutazione del rischio”, dichiara il consigliere dell’Ivass, Riccardo Cesari, nel workshop online su “Innovazione digitale, ecosistema assicurativo, inclusione e mutualità” precisando come i responsabili dell’Istituto di vigilanza del settore sono “consapevoli della necessità di valutare i rischi introdotti dai nuovi processi e dai nuovi prodotti”.
Tra le preoccupazioni c’è per esempio la necessità di salvaguardare la concorrenza e il fatto che “un’eccessiva personalizzazione dell’offerta potrebbe ridurre gli ambiti di mutualità e limitare il confronto tra i prodotti”. “La necessità di competenze e tecnologie per sfruttare queste informazioni apre il mercato a nuovi operatori, dotati di elevate capacità di innovazione e di analisi avanzata dei dati. Ne può derivare anche una modifica del perimetro di azione dell’attività di vigilanza” ha aggiunto Cesari. L’uso dei dati è strategico, e risulta anche essere l’unico modo per far comunicare due mondi distanti che usano linguaggi diversi: assicurativo e tecnologico. E dunque la comprensione dei dati e la traduzioni di questi in informazioni utili per l’ecosistema, può far nascere nuove iniziative e superare le criticità iniziali.

Ma non solo perché il progressivo uso di piattaforme tecnologiche richiede una certezza legale e regole comuni di accesso, governo e condotta. E dunque il ruolo della regolamentazione è fondamentale. Meglio se questa si sviluppi a livello europeo, varcando i confini nazionali. Inoltre, secondo Cesari, deve essere ricercato un equilibrio tra la protezione dei dati, bene comune irrinunciabile, e la possibilità di utilizzare quelli necessari per lo sviluppo di nuovi prodotti e mercati. Questo richiede uno sforzo enorme da parte delle istituzioni e delle imprese per far crescere l’intero sistema e garantire concorrenza e cooperazione, anche mediante la definizione di standard e condizioni per la portabilità dei dati e l’interoperabilità tra operatori vecchi e nuovi. “Per garantire la stabilità del sistema, è necessario valutare i nuovi rischi e prevederne, nella regolamentazione, un’adeguata misurazione e tutela. Come supervisori non intendiamo essere solo osservatori del cambiamento ma anche attori dello stesso mediante un’azione di interpretazione evolutiva e revisione regolamentare, di focalizzazione delle prassi di vigilanza e di analisi del mercato”, conclude Cesari.


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di Giorgia Pacione Di Bello

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